Da HTTP a HTTPS: la sicurezza del sito a vantaggio del SEO

Da HTTP ad HTTPS: la sicurezza del sito a vantaggio del SEO

Se siete proprietari di un sito web, avrete di certo ricevuto la mail di notifica con cui Google Search Console vi avvisava che, a partire da ottobre 2017, << Chrome (versione 62) mostrerà l’avviso “NON SICURO” quando gli utenti inseriscono del testo in un modulo su una pagina HTTP e su tutte le pagine HTTP aperte con la modalità di navigazione in incognito >>. Insomma, avere un sito privo di protocollo HTTPS inizia ad essere un problema.

L’HTTPS è una versione più sicura del protocollo HTTP. Protegge le informazioni sensibili, come password e dati di carte di credito, che viaggiano dal server al computer dell’utente e indica con chiarezza che stiamo navigando un sito sicuro.

screenshot sito in https

Google ne incoraggia da tempo l’uso perché i dati inviati utilizzando HTTPS sono tutelati dal protocollo Transport Layer Security (TLS), che fornisce tre livelli di protezione essenziali:

Crittografia. I dati scambiati vengono criptati per proteggerli dalle intercettazioni. Ciò significa che, mentre l’utente consulta un sito web, nessuno può “ascoltare” le sue conversazioni, tenere traccia delle attività svolte in più pagine o carpire le sue informazioni.
Integrità dei dati. I dati non possono essere modificati o danneggiati durante il trasferimento, intenzionalmente o meno, senza essere rilevati.
Autenticazione. Dimostra che gli utenti comunicano con il sito web previsto. Protegge da attacchi man-in-the-middle e infonde fiducia negli utenti, il che si traduce in altri vantaggi commerciali. Infatti, anche se non eseguite transazioni con carta di credito sul vostro sito o se non avete raccolta dati (o nemmeno form di contatto), il certificato garantisce all’utente l’identità del sito.

Il passaggio da HTTP ad HTTPS non è (quasi) mai indolore, perfino Moz ha registrato un calo di traffico al sito nei tre mesi successivi la migrazione. Altre volte le cose vanno meglio. Per esempio, appena attivato l’HTTPS, webvisibility.it ha registrato un aumento di traffico e un miglioramento della posizione media che lasciano ben sperare.

Redirect mancati, errori tecnici e scenari apocalittici a parte, il passaggio all’HTTPS è un’opportunità per il ranking e quindi, come suggerito da Search Engine Land, conviene giocarsela bene. Implementato l’HTTPS lo spider di Google fa il recrawl completo del sito che viene completamente reindicizzato. Normalmente il recrawl non è una procedura immediata o garantita, ma se apportiamo le dovute modifiche in ottica SEO al nostro sito PRIMA della migrazione, questo ne trarrà vantaggio quando sarà reindicizzato dal primo all’ultimo url. Quindi le cose da fare sono tre:

  1. eseguire un SEO audit, individuando le problematiche del sito
  2. applicare gli interventi SEO definiti nell’audit che migliorano le performance del sito sui motori di ricerca
  3. migrare il sito all’HTTPS (dopo aver fatto il backup completo e testato sul server di sviluppo, quando presente)

A migrazione conclusa, Googlebot farà il recrawl degli url che, a posto con il SEO, saranno a questo punto pronti per guadagnare in posizionamento.

Come fare tutto ciò? Chi si occupa di rendere il vostro sito “sicuro”?
In questi mesi è probabile che il vostro hosting provider vi abbia comunicato la possibilità di attivare il certificato SSL sul vostro dominio, servizio generalmente corredato da semplici istruzioni per l’attivazione o per il “redirect” dal vecchio al nuovo sito.
Affidatevi quindi al vostro hosting provider per l’esecuzione materiale, ma poi subentriamo noi, SEO e webmaster, a garantire una corretta migrazione occupandoci del mantenimento della visibilità raggiunta e di tutti quegli accorgimenti necessari a consentire un passaggio il più possibile indolore!

noemi

noemi

SEO e Copywriter. Sognatrice a tempo pieno, blogger part-time, geek nel tempo libero e spacciatrice di krumiri. Appassionata di cinema e letteratura è nata a Moncalvo, vive a Genova.