10 fattori che non influenzano il posizionamento su Google

10 fattori che non influenzano il posizionato su Google

Rand Fishkin ha dedicato uno dei suoi video tutorial sulle tecniche del SEO alle 10 cose che non influenzano il posizionamento su Google in modo diretto. È un bel promemoria per non perdere di vista le priorità e concentrarsi su quei fattori in grado di migliorare sul serio le performance del nostro sito su Google.

I 10 fattori che non influenzano il posizionamento

10 fattori che non influenzano il posizionamento su google

L’età del sito

A Google non interessa se il nostro sito è datato 1998 o 2016. Gli importa solo quanto i contenuti sono utili agli utenti e che il sito sia percepito come autorevole. Dunque l’età non conta: un sito può accumulare segnali d’autorevolezza anche nel giro di un paio d’anni dalla nascita ed essere per questo premiato da Google quanto uno online da decenni, se non di più, per la rapidità con cui ha costruito autorità e influenza.

L’uso di app e servizi Google

Gmail, Analytics, AdSense, Docs… Google non utilizza i suoi servizi come bonus: usarli o non usarli non ha ripercussioni sul posizionamento.

Like, condivisioni e tweet counter

Spesso siti e blog hanno pulsanti per la condivisione muniti di counter. Mostrare il numero di volte in cui la pagina è stata twittata o condivisa su Facebook è un espediente psicologico efficace (se l’hanno condiviso molti altri, perché non anche io?!), ma a Google non è interessato ai calcoli dei counter. Invece gli interessano molto le ulteriori attività sul sito o sul browser delle persone che le condivisioni possono aver innescato.

Bounce rate e tempo di permanenza

Non sempre tempo di permanenza basso e bounce rate alto sono sinonimi di un sito mal funzionante: potrebbero voler dire che il sito è in grado di soddisfare query e bisogno d’informazioni degli utenti, che quindi ne andranno via soddisfatti e con rapidità. Ma anche se così non fosse, Fishkin dice di non allarmarsi per il posizionamento: << So raw bounce rate, raw time on site, I wouldn’t worry too much about that >>.

Il codice dietro al sito

Finché riesce a leggere e indicizzare ogni pagina, Google se ne frega di come i contenuti sono consegnati al browser. Librerie JavaScript, HTML puro… non fa differenza.

Comparire nel knowledge panel a lato della SERP

Certo aiuta in termini di visibilità e traffico al sito, ma non ha ripercussioni sul posizionamento. << Over time, sites tend to build up site links and knowledge panels as their brands become bigger and as they become better known and as they get more coverage around the web and online and offline. So this is not something to stress about >>.

Hosting condiviso o servizi d’hosting poco costosi

A meno che la soluzione d’hosting non danneggi la velocità di caricamento del sito o sia la causa di ripetuti down, allora non c’è da preoccuparsi.

Usare il file robots.txt per azioni di default

Nel file robots.txt, il cui compito è guidare lo spider di Google attraverso il sito, non c’è bisogno di utilizzare tag per specificare che il sito va scansionato nella sua interezza: Google lo fa già in automatico. Usare così il file robot.txt non penalizza il posizionamento, ma è un lavoro che richiede tempo senza però essere d’alcun aiuto. Il file robot.txt è invece utilissimo per specificare attributi come il nofollow che dicono allo spider di Google quali url lasciare fuori dalla scansione.

Caratteri di separazione nel title

Il title è di solito composto da argomento della pagina e nome del brand (non necessariamente in quest’ordine), separati da un trattino, dai due punti o dal pipe. Quale dei tre caratteri di separazione scegliere è una decisione grafica del tutto personale. A me, ad esempio, piace il pipe; per Google uno vale l’altro.

L’uso di H1,H2 o H3 per il titolo della pagina

Logica vuole che il titolo corrisponda all’H1, il sottotitolo all’H2 e così via, secondo un ordine decrescente di grandezza dei caratteri. È una questione di gerarchia dei contenuti e conformità grafica, ma Google non è così fiscale. << If your designers tell you, “Hey, we can’t get that headline in H1. We’ve got to use the H2 because of how our style sheets are formatted.” Fine. No big deal. Don’t stress >>.

noemi

noemi

SEO e Copywriter. Sognatrice a tempo pieno, blogger part-time, geek nel tempo libero e spacciatrice di krumiri. Appassionata di cinema e letteratura è nata a Moncalvo, vive a Genova.