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Web e turismo: un futuro molto mobile

Fonte: Agenzia di Viaggi

Si moltiplicano rapidamente gli investimenti dell’industria del turismo – e delle telecomunicazioni – per lo sviluppo del booking di turismo online da telefonia mobile, con iPhone, BlackBerry e Android e in generale da smart phone.

Lo scoglio dei pagamenti
Per il decollo vero e proprio servirà forse un’unica e condivisa formula di pagamento da cellulare, ad esempio – come alcuni vorrebbero – con l’addebito dei servizi sulla bolletta telefonica: la struttura è già attiva su miliardi di conti correnti, ma ora la si utilizza al massimo per pagare suonerie, musica e altri gadget virtuali. Su volumi di spesa più alti il provider intermediario chiederebbe fee insostenibili per il turismo. Gli stessi provider inoltre sarebbero poco propensi a lanciarsi in questa nuova e pur profittevole avventura, in un territorio fortemente regolamentato.

Ma qualcosa si muove: gli operatori di telefonia cercano standard condivisi, in Gran Bretagna, in Francia, in Giappone; in Corea si pagano fee totali di circa l’8% su una spesa media intorno ai 120 dollari. E le applicazioni per il pagamento emergono lentamente nella massiccia produzione di strumenti per consentire il booking di servizi da telefonia mobile, ad uso di vettori aerei, fornitori di servizi e soprattutto delle agency online, che in questa fascia ritrovano buona parte dei loro utenti abituali.

Tra preistoria e futuro
Ci sono anche iniziative come GSMA OneAPI, con la quale i provider lavorano per offrire ai loro utenti un unico accesso su tutte le loro reti, e un’unica formula per i pagamenti dal cellulare. In Canada tre operatori (Bell, Rogers and Telus) con lo stesso obiettivo hanno appena lanciato “The first pilot”. Anche se per il turismo, con i suoi margini scarnissimi, resta improponibile una fee del 30% per il provider telefonico. C’è anche WAC (Wholesale Application Community): piattaforma costituita da 24 operatori di telefonia mobile per definire standard comuni nelle applicazioni e di gestione, pagamenti inlcusi.

In Gran Bretagna tutti e cinque i provider nazionali hanno lanciato il sistema Payforit nel 2007, ma solo per pagamenti entro i 10 dollari, con commissioni tra il 13 e il 27%, e con una procedura relativamente complessa. Negli Usa AT&T, Verizon e T-Mobile stanno testando una soluzione di pagamento nel negozio insieme a Barclays e Discovery, quarta carta americana per volume di affari: non è come pagare dal cellulare, ma segnala l’interesse delle TLC per il nuovo business potenziale. Siamo alla preistoria del pagamento mobile, ma su questo campo la storia insegna che il futuro arriva molto in fretta.

Olta e vettori in testa
Una indagine di Reuters rileva infatti che agency online e fornitori di servizi che si distribuiscono online coltivano con attenzione questa nuova fascia di consumatori, che in generale ha forte potere di spesa e prenota sempre last minute, spesso lungo il percorso verso l’hotel: «L’82% arriva in albergo il giorno dopo averlo prenotato, contro il 45% che prenota online da PC. E quasi il 60% ha prenotato da una distanza entro le 20 miglia dall’hotel», testimonia John Caine, VP per il mobile di Priceline.com.

Anche per questo tutte e tre le grandi olta degli Usa si sono dotate di “apps”, applicazioni da scaricare sul cellulare per entrare nei loro portali: quella di Expedia si chiama TripAssist. E ai clienti del “mobile” pensano anche i vettori: American Airlines con una apps per rendersi accessibile da iPhone, che consente di prenotare e perfino di giocare il sudoku online mentre si aspetta in aeroporto. E Delta ha appena lanciato una apps analoga, sempre per iPhone, ma per ora solo per fare il check-in controllare lo status del volo.

Gli analisti specializzati di Forrester Research rilevano che il 21% dei viaggiatori americani che usano internet possiede uno smart phone, contro il 13% di un anno fa. «Per il momento i mobile e-traveller sono relativamente pochi – ha detto a Reuters Henry Harteveldt di Forrester Research – ma aumentano in fretta. È saggio chi li corteggia, già dall’anno prossimo con l’arrivo di nuove e più semplici applicazioni diventeranno molti di più».