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Quando la ricerca diventa Plus!

 

 

 

E’ un po’ che si sente parlare della nuova versione di Google Search: Google Search, Plus Your World.

Il nome è un po’ lungo, ma il presupposto è chiaro

“Oggi vogliamo cambiare questa esperienza portando il vostro mondo, ricco di persone e informazioni, all’interno della Ricerca”.
(da googleitalia.blogspot.com)

Dopo la Ricerca Sociale, quindi, Google fa un ulteriore passo verso la personalizzazione dei contenuti e, bisogna dirlo, contro il colosso Facebook.
Sì, perché il “tuo mondo” in realtà è quello dentro Google Plus o quello espresso dalle metriche Google +1.
Ciò vale sia per i risultati personali (che permetteranno di trovare informazioni e contenuti circolati attraverso le proprie cerchie di Google Plus), sia per la ricerca dei profili personali (ecco che non vi comparirà più il profilo facebook come primo risultato se cercate una persona, ma il suo “alterego” su Google Plus!).

 

 

Bene, detto questo, che portata ha il cambiamento sul Social Media Marketing e sulla SEO?

Innanzitutto è considerata oramai una verità assodata che i +1 aumentano l’indicizzazione di
un sito o di una pagina Web. Questo già differenzia i +1 dai Like. Un like di Facebook, infatti, puo’ aumentare la popolarità e, in seconda battuta, il numero delle visite su un contenuto, ma non influisce direttamente sul posizionamento. D’altra parte Facebook non possiede il motore di ricerca più usato nel mondo!
Per quanto riguarda le Brand Page quindi, per quanto siano ancora molto indietro rispetto alle pagine aziendale di Facebook, ora sono in grado di indicizzare i contenuti nello stesso tempo in cui ne attestano la qualità presso amici e altri membri di una cerchia.

 

 

Per il momento alcune funzioni sono attive solo su google.com, ma i profili di Google Plus vengono indicizzati già anche su google.it dove anche le metriche +1 sembrano dare notevoli risultati sull’indicizzazione. Per il momento comunque, ci si può attenere alle linee guida di google sul completamento dei profili di GooglePlus affinché siano sfruttati al meglio.Per chi si occupa di Seo la portata del cambiamento puo’ essere notevole. Innanzitutto si dovrà tener conto, ancora più di prima, di integrare la presenza sui canali Social (e in questo caso Google Plus) al Seo tradizionale. Infatti Google Plus non sarà solo un modo di fare Brand e di aumentare la popularity, non si tratterrà più solo di Social Media Marketing, ma di una vera e propria attività Seo che potrebbe diventare imprescindibile. La cosa che spaventa di più è che i risultati della ricerca potrebbero essere imprevedibili data la stretta dipendenza con le proprie cerchie. In secondo luogo è al momento davvero difficile capire alcune dinamiche data la poca adesione al Social di Google. E’ vero infatti che gli iscritti stanno aumentando, ma per il momento, almeno in Italia, si tratta per lo più di gente di settore. In ogni caso vale la pena stare allerta e pianificare un’azione in questa direzione.

Le reazioni degli altri Social Network

Twitter non ha reagito bene al lancio della nuova ricerca Sociale e in effetti non si puo’ biasimare. Non ci si stupisce a questo punto che proprio poco prima dell’annuncio della Social Search Google non abbia rinnovato l’accordo con twitter, escludendo i tweet dai risultati di ricerca.

“We’re concerned that as a result of Google’s changes, finding this information will be much harder for everyone. We think that’s bad for people, publishers, news organizations and Twitter users”

Facebook apparentemente non si preoccupa affermando che c’è posto per tutti trai Social Network. Per ora i numeri danno ragione a Mark Zuckerberg, certo è che Google sembra avere un piano ben preciso per sbargliare la concorrenza, colpendola là dove solo lui puo’ arrivare!

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SEO per tutti (ma sempre di SEO si tratta)

Ci sono vari modi e vari “livelli” per fare SEO. Del resto la parola stessa non indica una procedura ma una generica ottimizzazione. E sappiamo benissimo che “SEO”, ormai, significa un sacco di cose.
Ma cosa si può fare, o meglio, cosa non si può omettere in qualsiasi operazione SEO, specialmente se amatoriale o basica?

E ancora meglio: cosa possiamo fare quando non abbiamo altre possibilità tecniche, o non possiamo rivolgerci a un’agenzia?

Vi diamo qualche semplice consiglio per il vostro sito o il vostro blog, trattando di quella che è la cosiddetta “ottimizzazione onsite“, ossia quella che eseguite direttamente sul sito e che consente ai motori di ricerca di apprezzare, da un punto di vista tecnico, il sito stesso.

Naturalmente non prendiamo in considerazione, qui, tutta la parte di keyword research o di marketing che sta alla base di un’azione SEO, ma solo la pura parte pratica.

Dare una spolverata al sito

Una doverosa premessa: non aspettatevi miracoli se il vostro sito non è fatto come si deve. Se siete web designer, sviluppatori o semplici appassionati, è inutile che vi dica cosa s’intende per “fatto come si deve”. Un sito deve essere ben fatto sia per rendere bene nel suo quotidiano rapporto con i motori di ricerca, ma soprattutto per il ben più importante rapporto con i… Visitatori. Il posizionamento, ricordatelo, è solo l’inizio. Quindi, se avete dei dubbi sulla qualità del vostro sito, dissipateli prima di fare qualsiasi altra cosa.

Un po’ di Keyword research?

Ma come, non avevo appena scritto che non ne tratteremo? Bugia, o quasi. Non parleremo di grandi studi di marketing sulle keyword della vostra nicchia, questo è ovvio, ma un pochino di keyword research va fatta sempre.

Il trucco principale è chiedervi come cerchereste il prodotto o il servizio del vostro sito. Non chiedetelo al cliente, e magari non chiedetelo a voi stessi se siete il proprietario del sito: di solito si è convinti di cose totalmente errate. Chiedetelo a un amico, a un collega. “Come cercheresti XYZ?”. Non il nome, il prodotto. Questa è già una piccola forma di keyword research. Se foste in un’agenzia avreste a disposizione una sala per fare “brainstorming”, ma per ora accontentatevi del vostro intuito e dell’aiuto di qualcuno. Scrivete le parole chiave, vi serviranno per tutto il processo.

Se poi volete anche sapere cosa ne pensi veramente il mercato, potete affidarvi (o fidarvi… Ehm!) del keyword tool di Google Adwords. E’ gratuito ed è lo strumento base per Adwords, appunto. Vi indica, partendo da parole chiave che gli direte voi, quali sono le parole correlate effettivamente ricercate dai navigatori, come, quante volte e quanto sono competitive. Bello, eh? Beh, tutto va interpretato, altrimenti sarebbe troppo facile. Comunque, segnatevi anche tutto quello che vi dice lo Strumento per le parole chiave di Google Adwords. Il vostro sito dovrà essere ottimizzato (appunto e finalmente) per quelle parole. Di nuovo, lasciate perdere le convinzioni del cliente… ;)

Il titolo è molto, quasi tutto.

Stiamo semplificando, è vero, ma supponete di avere un CMS limitato e difficilmente elaborabile (come accade in molti CMS forniti da grandi società di pubblicità). Oppure di non avere un’esperienza tale per fare altro (altrimenti non leggereste, forse, queste righe). Bene, sappiate che avere delle pagine web il cui titolo sia coerente e dettagliato è fondamentale. Non avrete idea, sinché non lo sperimenterete, di quanto i titoli siano importanti.

Perché i motori di ricerca la pensano così? Perché pensano da umani, il più possibile. Cosa guardate in qualsiasi cosa, per prima? Il nome, il titolo. E’ importantissimo, è la prima cosa che appare nei listati dei motori, e se poi questo è coerente con il contenuto della pagine, allora i motori (come un essere umano) diranno: “Bene, non sto sprecando tempo, questa pagina è quello che mi interessa”.

Per titolo ovviamente intendiamo il metatag <title> della pagina HTML, ossia l’intestazione della pagina che vedete nel nome della finestra del vostro browser. E che appare anche nei listati dei motori, appunto.

Il titolo ha una duplice importanza: prima di tutto, per i motori di ricerca naturalmente, poiché è un elemento nel quale vengono individuate le parole chiave di apertura della pagina, e poi perché è il titolo che apparira nella pagina dei motori di ricerca, ed è quindi il primo elemento che un ipotetico visitatore valuterà prima di fare clic! Avete circa 60-80 caratteri per conquistare il suo interesse!

Quindi mi raccomando: titoli mai troppo lunghi (mantenete le parole chiave all’inizio), possibilmente tutti diversi, “onesti” nel senso di corrispondenti al reale contenuto della pagina (altrimenti, se le due cose non combaciano, i motori penalizzeranno la pagina), di senso compiuto e privi di parole chiave ripetute e messe con il solo scopi di… Esserci. Non servirebbero a nulla! Sul web, per essere apprezzati, occore “avere senso”!  Come vediamo nel prossimo paragrafo…

Parole chiave? Un po’ ovunque, ma con stile

Se vi è possibile e sapete come fare, ricordatevi che ci sono, oltre al titolo, svariati altri “luoghi” ove le parole chiave vengono ricercate dai motori di ricerca. Per lo più, si tratta di posti dove la logica semantica vorrebbe che comunque ci fossero.

Ad esempio:

URL – ossia l’indirizzo della pagina. Se potete, ad esempio se utilizzate un CMS come WordPress o Joomla dove è molto semplice, fate in modo che l’URL sia sensato e abbia al suo interno parole chiave relative alla pagina

Titolo – abbiamo già visto…

Immagini – ebbene sì, anche se i motori non le “vedono”, per ora, possono però “leggerle” a livello di codice: quindi cercate di utilizzare un filename appropriato e l’attributo “alt” che contenga, anch’esso le keyword che ci interessano sulla pagina in questione.

Testo – Beh, mi sembra scontato, ma è bene che il testo della pagina contenga qualche volta (vedi keyword density) le parole che ci interessano…

Testate (heading) H1 e H2 – Importantissimo scrivere come si deve, quindi oltre al testo ricordatevi di usare titoli e sottotitoli (H1, H2…) che siano coerenti e contengano quello che ci serve.

Grassetti e corsivi – da anni, ossia da quando si usa XHTML, questi elementi non sono più solo “decorativi” ma hanno una precisa valenza semantica. I motori di ricerca tengono quindi in considerazione grassetti e corsivi, in relazione alla posizione nel testo e a quello che si trovano attorno.

Tutto questo però va fatto con… Stile. Scrivere cose senza senso, scadere nel keyword stuffing o creare pagine fatte apposta per contenere parole chiave sono pratiche vecchie, scorrette, grossolane e ormai prive di qualsiasi efficacia. Una perdita di tempo e un rischio di penalizzazione, quando invece fare le cose per bene significa fare anche delle belle pagine web.

La metatag “description”

Se il title è importante, anche il suo elemento probabilmente più “vicino”, ossia la metatag “description”, riveste un ruolo di rilievo. Come?

Non come vi aspettereste, ossia per le parole chiave… Infatti, recentemente, i motori non utilizzano più la description per il ranking. Tuttavia è presente sulle pagine di risultato dei motori (SERP) e contribuisce direttamente alla conversione, ossia alla possibilità che l’utente faccia clic su di voi. Quindi deve essere ben scritta, concisa, descrittiva e contenere parole chiave (se corrispondono alla ricerca, verranno evidenziate automaticamente da Google). E’ un elemento importantissimo, non dimenticatelo!

Ho fatto tutto bene?

Potreste aver bisogno di capire se quanto fatto finora sul vostro sito sia corretto.

C’è un modo rapido, gratuito e con il quale si imparano molte cose, che consiste nell’affidarsi a un tool di analisi online. Provate ad esempio con Woorank. Basta inserire il dominio da analizzare e avrete in pochi istanti un’ottima e completa analisi di moltissimi elementi e tutti orientati alle questioni prettamente tecniche che abbiamo sinora visto.

Non solo: farà anche un’analisi off-site, per quanto basica, relativa a backlink, popolarità, directory e presenza sui social media. Cosa volere di più?

 

Queste sono veramente le basi, ma può essere un metodo per iniziare a capire come funzionano i motori, come ottimizzare le proprie pagine anche con strumenti limitati e poco tempo a disposizione, e soprattutto vedere subito come le cose ben fatte siano premiate dai motori!

Buon divertimento!