pubblicato il 5 mag 2011 su
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In questi giorni, alcuni colleghi iniziano a riportare i primi risultati del Google Panda Update anche su siti italiani.
“Panda”, il nome di questo ulteriore aggiornamento di Google, noto anche come “Farmer” in riferimento alle content farm, ha lo scopo di dare un giro di vite al SEO basato su contenuto di bassa qualità, su content farm appunto, e su article marketing fatto senza nessun senso.
A quelle tecniche di area grigia, quando non black-hat, che nei mesi passati hanno tracciato una netta linea di demarcazione su modi diversi, e filosofie, di fare SEO. Dando “ragione” a chi sinora ha cercato di farlo nel modo migliore.
L’implementazione di Panda non è per nulla libera da problemi di gioventù, e pur essendo basata su content rating fatto da persone in carne ed ossa (e strumenti user-centered), ha causato oltreoceano qualche effetto collaterale (leggi: problema) anche clamoroso.
Tuttavia, per noi Panda è un ottimo strumento e una grande risposta al problema di tutti i motori di ricerca, ossia essere sempre di più nei panni dell’utente.
E siamo convinti che Panda sia estremamente positivo per l’industria del SEO.
Panda ed effetti immediati
- Un duro colpo al black-hat, tanto per cominciare. E’ stato ribadito con forza quanto per Google sia importante avere contenuti e riferimenti di qualità, ossia vera autorevolezza! Considerando che molte azioni SEO si sono basate, per anni, esclusivamente sul link-buidling fine a sé stesso e la duplicazione di contenuti giocando con gli IP…
- L’aumento ulteriore delle tecniche on-site e dei requisiti sui contenuti non potrà fare altro che far abbandonare tecniche di area grigia a favore di uno streamlining sempre più forte dei contenuti e della loro struttura. Ritorna preponderante (non ha mai smesso di esserlo, ma diciamo che non ci sono più alternative) la necessità di progettare i contenuti in ottica SEO e mantenerli tali nel corso del tempo.
- Chi vorrà sfruttare link e content farm non dovrà smettere di farlo perché non c’è nulla di male, ma dovrà assicurarsi di farlo nel modo giusto. Ossia, ancora una volta, non ci sarà nulla di “gratuito” e tutto dovrà essere autentico, autorevole e di qualità. Chi vorrà sfruttare piattaforme esterne, blogger, directory potrà farlo ma la cura per questi mezzi dovrà essere la stessa applicata all’on-site. Fine dei trucchi e del festival del copia&incolla.
- Più peso a chi ha costruito una reputazione creando contenuti autorevoli, “reali”. Questo è fondamentalmente il principale vantaggio che ci aspettiamo da Panda oggi.
- Ci sarà bisogno, nei prossimi mesi, di stare molto attenti ai movimenti e alle fluttuazioni del traffico. Questo si traduce in un aumento di attenzione, necessario, da parte dei vostri consulenti SEO. La casistica sui primi effetti di Panda è ampia e ben documentata, e molto deve ancora arrivare, ma senz’altro diventa ancora più forte la necessità di sperimentare, provare e non lasciarsi andare a certezze e vecchi, strani costumi.
Insomma, a noi Panda piace!
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