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Penguin 2.0 ufficialmente rilasciato


Penguin 2.0, aggiornamento dell’ importante algoritmo introdotto da Google per combattere spam e pratiche SEO spinte e di bassa qualità, è entrato in servizio ufficialmente nella notte fra ieri e oggi (ora locale).

Lo conferma Matt Cutts sul suo blog, aggiungendo qualche dato:

  • verrà interessato il 2,3% delle query in lingua non-US (quelle più interessate dai risultati “rivedibili”) a un livello avvertibile dall’utente
  • l’aggiornamento è stato comunque rilasciato per tutte le lingue
  • l’effetto varierà su base linguistica – ossia a seconda del grado di webspam di una particolare area linguistica
Questo è il quarto aggiornamento, ma il primo “major update” dopo il rilascio della prima versione.
Stiamo monitorando con attenzione alcuni competitor e aree critiche delle SERP toccate dai nostri progetti, poiché in più di un caso abbiamo risultati colonizzati da altrui pratiche grey o comunque di “confine”.
Aspettiamo con interesse la revisione di molte query importanti e finora densamente popolate di pessimi contenuti, anche se data la portata limitata dell’algoritmo, sicuramente, i tempi saranno lunghi.

 

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Ancora su Google Penguin 2.0 e altre novità dei prossimi mesi

Poco, a dire il vero, che non sia quanto già ipotizzato. Rafforzamento di Penguin, affinamento di Panda – soprattutto in termini di riconoscimento dell’autorevolezza, della qualità. E qualche ottimizzazione sulle SERP che presentano “crowding” (più risultati dallo stesso dominio), cercando di evitarlo nelle pagine successive alla prima o di eliminarlo, se non rilevante (si spera), dalla prima pagina.

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Google Penguin 2.0, lo zoo non dorme mai

 

Se lo dice Matt Cutts, che è a capo del webspam team di Google, possiamo tranquillamente crederci:

Si parla dell’aggiornamento di Penguin, riguardante uno degli update di Google fra i più importanti degli ultimi due anni e perfettamente inserito nel “filone” che, con risultati forse non così evidenti, dovrebbe portare a un repulisti  dei risultati di Google, penalizzando (per semplificare) tutti i siti che non fanno un uso corretto di tecniche e contenuti. In una parola, tutti i siti che abbiano utilizzato, nel corso del tempo, strategie di posizionamento e visibilità poco pulite.

Rilasciato poco più di un anno fa, il core dell’azione di Pengiun prevedeva il penalizzare la sovra ottimizzazione on-page per quanto riguarda tecniche e contenuti percepiti come “non naturali” (proseguendo quanto già introdotto con Panda), utilizzo di anchor text “exact match” (su tutto), keyword stuffing (in generale) e molti altre tecniche “border line” – e spesso nemmeno percepite come di area grigia, o comunque da considerarsi involontarie.

Proprio il colpire molti siti innocenti, o presunti tali, ha destato, lo scorso anno, qualche preoccupazione. E la necessità di difendersi dall’attacco di Penguin. Quindi, se il precedente Panda aveva un effetto qualitativo, generalmente osservato da webmaster e SEO specialist “con la coscienza a posto” senza grandi preoccupazioni, nel caso di Penguin l’impatto è stato meno prevedibile (anche se, numericamente, meno pesante: l’ultimo update di Penguin è stato stimato come influente per lo 0,3% dei risultati italiani).

La versione 2.0 di Penguin, che come apprendiamo entrerà in servizio nelle prossime settimane, è già al centro di molte speculazioni nell’ambiente SEO. Si tratterà, appunto, di un major update e non di un altro ritocco (ce ne sono già stati due, l’ultimo a ottobre).
Le tante previsioni e speculazioni, perché di questo si tratta, che si iniziano a leggere, convergono sulla “prospettiva” che Google ha assunto sui link da un paio d’anni a questa parte, e in questo caso in particolare sulla loro implementazione nel corso dei contenuti. La domanda da farsi è più o meno sempre la solita: se non esistessero i motori di ricerca, creeremo questo link? Se non ci fossero i motori di ricerca, questo link fornirebbe contenuti e informazioni interessanti ai nostri utenti? E utilizzeremo questo anchor text?

In attesa di saperne di più, manteniamo le buone abitudini acquisite nella creazione dei contenuti, e diamo un’occhiata a questa interessante disamina su Panda e Penguin, recentissima, di Search Engine Land.